Si è conclusa con successo la spedizione organizzata da Francesco e Mauro atta a testare e a mettere a dura prova le capacità tecniche e la preparazione fisica maturate finora dai giovani speleoaspiranti freschi freschi di corso. La risposta degli EX corsisti è stata all'altezza delle più elevate aspettative, pronta, sicura ed efficiente. Pochi i coraggiosi che hanno aderito all'iniziativa, i più, timorosi, hanno accampato ogni genere di fantasiose scuse pur di rimandare (solo rimandare mi raccomando!) l'appuntamento con L'Abisso. Ma i prodi che si sono presentati all'incontro ne hanno avuto in cambio la gloria eterna, un posto assicurato nell'Olimpo della speleologia e una grandissima soddisfazione!
Il team di intrepidi era composto da: due speleologi veri, uno dei quali però era appena tornato dal Messico con una sospetta influenza dei maiali, una giovane coppia di sposini in cerca di avventure, una geologa volonterosa e una intrusa un po' logorroica. Insomma, non si poteva comporre niente di meglio nemmeno pianificandolo a tavolino.
Il destino avverso ha però subito cercato di minare il cammino dei nostri eroi, ed alla base del primo pozzo abbiamo perso purtroppo Francesco, il quale, sia per non contaminare il microclima della grotta causando una moria di pipistrelli, sia per non essere la prima vittima italiana dell'influenza A, non se l'è sentita giustamente di continuare oltre. E' stato già bravissimo ad accompagnarci fin là in quello stato e a risalire da solo. Grazie mille per questo Cesco!

raggio di luce che attraversa il 131
Avendo il fattaccio alterato inesorabilmente l'equilibrio perfetto della nostra squadra di audaci, macchina impeccabile dove ogni pedina giocava un ruolo fondamentale al suo funzionamento, Mauro, il più esperto rimasto fra noi ha dovuto imporre l'arresto una volta giunti alla partenza dell'88. Nonostante il vivace coro di proteste alzatosi fra gli EX corsisti, i quali avrebbero voluto e potuto continuare fino alla valle dell'Adige, il gruppone ha dovuto dare atto alla sua guida che, sia per i ritardi accumulati, sia perchè la Lea, che non l'aveva mai smessa di cantare e di parlare iniziava a diventare un pò pesante, forse sarebbe stato più saggio iniziare la nostra lenta risalita verso l'agognato cielo. Per le 19 eravamo tutti fuori, sani, salvi, felici e magari con una certa voglia di andare un pò più in là la prossima volta...Preta mi sa che ci sei rimasta nel cuore...
Grazie a tutti Francesco Mauro Candida Alice Lea e al gentilissimo Gibi per l'ospitalità.
Massimiliano

il Leader della spedizione