martedì 4 novembre 2008

Polvere


Maledetta la mia memoria! Le mani mi bruciano da impazzire…jumarare per tutto il 131 è una vera pena: mi viene in mente ciò che scrisse Ignazio Piussi circa il dolore alle mani che provò durante la prima invernale alla Solleder. Le piccole ferite che mi sono procurato oggi per terminare quella schifosissima risalita sono ormai piene di residui di catrame: le sento pulsare ogni qualvolta afferro la mia jumar: ci penserò due volte prima di dimenticare i guanti nuovamente.
Oggi io e il mio compare Cristiano abbiamo chiuso il cantiere ai Rami del Mancino, tutti i cavi sono sistemati e le prove luci sul 108 hanno dato risultati strabilianti! La decisione di disporre il grosso del sistema di illuminazione all’imbocco del mancino è stata vincente….ora un altro pezzo di Preta è pronto ad accogliere i suoi facoltosi visitatori; spero solo che quando saranno messi in opera gli ascensori non si abbia un sovraccarico della linea.
Sono ormai a metà del 131 e il mio impianto a led si scarica definitivamente….sono abbondantemente passate le mie otto ore di permanenza in grotta, Cristiano è già uscito da due ore...da quando ha ottenuto un contratto a tempo determinato non fa che utilizzare la sua posizione di privilegiato per sfruttarmi…tra un mese inizierò a fare le uova tanto è il tempo che sono un CoCoCo …alle volte penso che forse era meglio contribuire alle epurazioni, un po’ di giramento di stomaco val bene un posto di lavoro assicurato!
Ormai sono alla dolina di ingresso, posso passare il fraz comodamente illuminato dai neon che occhieggiano dalla strada; poche pedalate e raggiungo il selciato che contorna l’ingresso, sgancio i moschi dal traliccio, recupero la corda e mi avvio verso l'automobile…i duecento metri di statica che mi porto sulle spalle non mi impediscono di salutare con un cenno Il Presidente che occhieggia benevolo da uno dei numerosi cartelloni che costeggiano la strada. Chissà se riuscirò mai a comprare un doppiopetto come il suo, ad essere bello come lui, e le donne…mio dio che figa quella che lo abbraccia!…guardo la cordura sporca e logora che mi veste il torace e torno alla realtà: sono solo un operaio, un perdente. Riempio la mia pandina con l'attrezzatura, Cristiano è dentro al bar che conclude una lunga serie di cicchetti: uscirà ubriaco come ogni sera e toccherà a me guidare. Odio guidare giù dal Corno D’Aquilio…l’asfalto è sempre umido e scivoloso….mi chiedo come faremo questo inverno con i primi turisti….Mi viene quasi nostalgia di quando venivamo in Preta per fare speleologia e la strada era ancora con terra e sassi….e tornando a casa, la sera, la mia panda rossa era tutta sporca di polvere.

Sound: Joy Division, Eternal

Ottobre 2008: le nostre montagne hanno una lunga, nera cicatrice in più.

A

3 commenti:

Cescospeleo ha detto...

Un racconto che mi ha fatto venire i brividi. Speriamo che prima che accada tutto questo un bell'asteroide caschi sulla terra e distrugga tutto... Sarebbe meglio così... molto meglio...
E che si porti vi anche quella strada e il suo triste ricordo.

speleociccio ha detto...

...inquietante e angosciante al punto giusto...
...la spluga ha iniziato a far sentire la sua voce...

Andreagsm ha detto...

GRANDE!!SEMPLICEMENTE GRANDE!!Mi viene in mente quella ode alla natura degli indiani d'America che conclude con "...allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro"!!PROTESTIAMO O NO?!?!