
Nonostante la mia formazione da geologa, le miniere non attraggono la mia attenzione per il loro contenuto mineralogico. Ciò che mi affascina e mi spinge alla ricerca di siti estrattivi abbandonati è la storia che raccontano. Pareti di roccia e vuoti arditamente progettati che narrano di sudore e fatica, di ricchezza e di incerte fortune, di brulicante attività e di decadenza.
Osservare come l'uomo nel corso di secoli e millenni abbia ideato e sviluppato ingegnose tecniche per strappare i minerali alla montagna, emozionarsi davanti ad una vecchia mappa mineraria, trovare testimonianze in antichi documenti, recuperare foto e cartografie che illustrano le trasformazioni a volte devastanti subite dal territorio, ascoltare i racconti dei vecchi minatori, osservare vecchie foto in bianco e nero che ritraggono volti stanchi carichi di umanità e dignità.
Le miniere abbandonate sono tutto questo e quando le percorro l'eccitazione e la soddisfazione per la visita si mischia ad una strana sensazione di malinconia per l'oblio in cui sono cadute queste importanti tracce del nostro passato.
Negli ultimi tempi avevo molto trascurato questa mia passione, ora il progetto di censimento degli ingressi dei siti estrattivi abbandonati (miniere e cave in sotterraneo) della Federazione Speleologica Veneta, a cui il nostro gruppo partecipa in collaborazione con il Gruppo Grotte Solve CAI Belluno, mi ha dato l'occasione per riprendere questa attività.
Domenica l'uscita alle miniere Ferrera e Grigna ad Auronzo (BL) ci ha regalato tante emozioni. Abbiamo fatto il percorso inverso del minerale, risalendo dalla stazione della teleferica della Ferrera, passando in prossimità del fornello silos, e del locomotore del livello 1191, arrivando alle centinaia di metri di gallerie del livello Santa Barbara dove abbiamo girato estasiati per due ore. Poi puntata alla miniera Grigna, dove purtroppo le gallerie ancora aperte chiudono tutte su frana dopo pochi metri, tanto da dare origine a diffusi fenomeni di collasso in superficie. Oltre venti gli ingressi posizionati, tra miniere e saggi.
Maui Perissinotto
ATTENZIONE: queste miniere presentano pericoli legati a problemi di stabilità e alla presenza di profondi pozzi (fornelli) a livello del camminamento. La visita è consigliata solo a persone esperte munite di adeguata attrezzatura.















