venerdì 17 aprile 2015

Escursionismo..al buio! Una domenica con l'Alpinismo Giovanile tra Grotta Villanova, Vigant e Pre Oreak

Anche quest’anno il Gruppo Speleologico Padovano e l’Alpinismo Giovanile del CAI di Padova hanno organizzato un'uscita insieme, per regalare ai ragazzi un’esperienza che difficilmente dimenticheranno! Meta di quest'anno un bel tris..Villanova, Vigant e Pre Oreak, tutte nella stessa zona, in provincia di Udine (per chi fosse interessato si trovano info sulla Grotta Villanova su www.grottedivillanova.it).

Il nostro “blogger” Andrea ci racconta com'è andata!

Urla selvagge mi destano dal mio torpore mattutin-domenicale.. Sono circa le 7.30 del mattino e mi rendo conto che essermi seduto verso la coda della corriera comporterà di dover subire un inquinamento acustico di non indifferente portata; della quarantina di ragazzi presenti i più vivaci si sono concentrati dietro, un classico. I poveri accompagnatori provano a calmare gli animi dei ragazzi ma gli effetti non sono particolarmente palpabili!
Giungiamo alla prima destinazione, la grotta Nuova di Villanova, perfettamente in orario. Ad accoglierci c’è una leggera pioggerellina, speriamo che all'uscita il tempo sia cambiato!

 Il percorso che andremo ad intraprendere è quello turistico, la grotta è illuminata, per cui per questa prima tappa non prendiamo i caschetti e ci fiondiamo all'ingresso. Ci dividiamo in 2 gruppi, ognuno con una guida. 


L’ingresso avviene attraverso un tunnel artificiale rivestito da una lamiera, finito il quale ci si trova proiettati all'improvviso all'interno della grotta, nella “Sala del Laghetto”. Qui un piccolo lago d'acqua fredda e limpida fa da specchio ad un impressionante "dente" di roccia che sporge dal soffitto, rimanendo sospeso sopra l'acqua.
Ci viene spiegata subito la rara peculiarità di questa grotta: si è formata a contatto tra due diversi tipi di roccia sottoposti a due differenti azioni di carsismo: un banco di Flysch calcarenitico ed un banco di Flysch marnoso-arenaceo. Con i suoi 8 km di sviluppo è la più estesa nel suo genere in Europa e in gran parte del mondo, ed è l’unica ad essere attrezzata per il turismo ipogeo.
Già in questa sala si possono vedere i due differenti tipi di roccia.
La guida precisa subito che non si devono toccare le rocce se non in alcuni punti che sarebbero stati specificati in seguito e in particolare raccomanda di non toccare le concrezioni.



La grotta venne scoperta nel 1925 da un abitante del luogo, Pietro Negro. Quasi subito egli fondò insieme ad altri locali il Gruppo Esploratori e Lavoratori delle Grotte di Villanova, che esplorò la cavità e la rese accessibile al pubblico. Ancora oggi le visite guidate alla grotta sono gestite dalla stessa associazione locale.
Ogni poche decine di metri le pareti attorno a noi cambiano di dimensione offrendo al nostro sguardo ambienti mutevoli, d’incomparabile fascino, simili ad immense sculture di pietra nelle quali sono incastonate bianche gemme di calcite. 
Dopo aver attraversato il "Ramo del Paradiso", che deve il suo nome alla bellezza delle sue concrezioni,  facciamo la conoscenza dell’”Ursus Spelaeus”, il temibile orso delle caverne! La guida ci spiega che alcuni resti di questo formidabile mammifero sono stati rinvenuti all'interno del grande portale dell'Abisso di Vigant. La fedele riproduzione evoca un certo fascino e una certa riverenza. 



Il torrente interno scorre sul fondo della sala, con suoni diversi a seconda del flusso d'acqua; un placido gorgoglio o un rombo simile ad una cascata fanno da "colonna sonora" alla nostra visita. 


Ampie gallerie dalle forme singolari, imponenti saloni e tortuosi "canyon", ornati da stalattiti, stalagmiti, sottili velette e colate calcitiche d'ogni forma e dimensione ci conducono verso luoghi d'incomparabile bellezza, come lo spettacolare "Angolo dei Cristalli" e la "Sala del Gran Portone", con il suo maestoso arco naturale che sembra invitare i visitatori a proseguire verso nuove scoperte.
La visita dura circa un’ora e mezza.. i ragazzi sono stati catturati dal fascino di questi ambienti e dalle spiegazioni della nostra valida guida.


Il tempo è dalla nostra parte, è spuntato il sole che ci permette un sereno pranzo al sacco nella cornice dello scenario mozzafiato delle catene montuose delle catene montuose del Chiampon, del Postoncicco, del Gran Monte e dei Monti Musi che ora risplendono in tutta la loro magnificenza.
Consumato il pasto i ragazzi sono carichi e pronti per ripartire per qualche avventura un po’ meno turistica. 



Una bella passeggiata di circa un km attraverso un meraviglioso paesaggio boschivo ci porta all'ingresso dell'Abisso di Vigant, il cui accesso è stato predisposto con una passerella in legno, ma solo per i primi 50 metri.




Purtroppo non è possibile proseguire oltre in quanto servirebbe l’attrezzatura per la progressione su corda.



Alcuni ragazzi rimangono un po’ delusi, avrebbero voluto utilizzare un po’ di più i loro caschetti. Qualcuno si consola facendo la conoscenza di alcune salamandre presenti sulla riva del ruscello adiacente l’imbocco della grotta.

Fortunatamente ci rimane ancora un po’ di tempo per poter visitare l’ultima grotta che ci eravamo prefissati, Pre Oreak. In verità non si tratta propriamente di una grotta diversa dalla Vigant, infatti il complesso Vigant-Pre Oreak è costituito dall'unione, tramite sifone di circa 30 m, delle 2 distinte cavità: l’Abisso di Vigant, che funge da cavità assorbente, e la grotta Pre Oreak che è il vecchio sistema di deflusso idrico del sistema.
Per giungere all'ingresso della Pre Oreak è stato necessario spostarci con la corriera e scendere all'inizio del breve sentiero che attraversa il torrentello. Finalmente trovano un senso tutti quei caschetti preparati qualche giorno prima da Gianfranco e Adriano! 




L’ingresso della grotta immette in una galleria in leggera discesa con un abbondante deposito argilloso. Dopo aver percorso una trentina di metri si risale leggermente fino a raggiungere il grande salone.


A quel punto tentiamo (faticosamente!) di coinvolgere i ragazzi nel “rito” di far spegnere a tutti le luci del caschetto e di stare in silenzio, per vivere un minuto il buio e il silenzio della grotta.



Usciti soddisfatti da questa breve ma vera esperienza di grotta si risale in corriera per tornare a casa.
Le sorprese però non sono finite..
Prima che l’intera corriera prenda sonno, Gianfranco tira fuori dal cilindro un test a risposta multipla di cui ci aveva accennato in corriera all'andata, ma che in quel momento non era stato preso tanto sul serio.
A chi avrebbe dato il maggior numero di risposte corrette sarebbe stato regalato un libro, “Speleo per tutti” di Sandro Sedran.
La sfida è stata accolta bene dai ragazzi che si sono impegnati cercando di far memoria degli insegnamenti appresi in giornata.



Il ritorno si conclude con la proclamazione del vincitore e la soluzione del quiz.

Di questa esperienza mi rimane la sensazione che il fascino delle grotte non turistiche sia qualcosa di molto più sentito di quanto si possa pensare. Infatti, per quanto belle, concrezionate e ben illuminate siano le grotte turistiche, queste non possono trasmettere le stesse emozioni, il senso di avventura e di scoperta che si ha entrando nel buio delle altre grotte.
E credo che ancor più per i ragazzi sia evidente questa differenza..per quanto piccola e semplice fosse Pre Oreak, è stata proprio questa grotta a dare le più belle emozioni della giornata!

Andrea





2 commenti:

Anonimo ha detto...

Belle foto, grandi!

Sandro Sedran ha detto...

Che onore: un mio libro come premio per i ragazzi. Grazie! Speriamo che chi l'ha vinto diventi uno speleo anche lui.